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SOSPENSIONE

DPCM D.D. 25 ottobre 2020

Comunicato della UILT d.d. 26/10/2020

L'emanazione dell'ultimo DPCM ha ovviamente indotto molte compagnie a chiedere chiarimenti e consigli ai dirigenti nazionali e regionali della UILT. In linea di principio, è sempre giusto sottolineare che non si possono fornire "interpretazioni" su normative di legge di questo genere: quando si tratta di questioni attinenti alla salute e sicurezza, specialmente nel contesto di una pandemia, non si può far altro che rinviare alla scrupolosa osservanza delle leggi. Volendoci però dare un minimo di aiuto reciproco, possiamo affermare alcune cose che risultano chiare ed indiscutibili.

1- Gli spettacoli, purtroppo, sono sicuramente sospesi, come dispone l'articolo 1, punto 9, comma m:"Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto".

2- Sono sospese anche le attività di vario genere in centri culturali, sociali e ricreativi, non di rado svolte dalle nostre compagnie, come dispone l'articolo 1, punto 9, comma f:"Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali - fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza - nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi" ...

Questo è quanto possiamo ricavare dal Decreto, in modo esplicito, a proposito del nostro settore. Il Decreto non parla espressamente né di prove né di laboratori, per cui sembrerebbero essere confermate le disposizioni dei decreti precedenti; altre interpretazioni, però, suggeriscono che la sospensione degli spettacoli comporti anche la sospensione delle attività connesse. Non è possibile, in questo caso, dare un parere in termini di certezza. Diciamo solo che, stante la situazione sanitaria generale e tenuto conto del carattere fortemente 'limitativo' di questo nuovo Decreto, è consigliabile attenersi a comportamenti ispirati alla massima prudenza.

Naturalmente siamo tutti estremamente amareggiati per questa ulteriore stretta, ed anche indignati per le consuete contraddizioni rispetto a settori dove notiamo interventi coercitivi assai meno rigorosi (e senza contare i comportamenti pratici, francamente irresponsabili, di troppe persone). Ma questo, purtroppo, è un altro discorso... che vogliamo affrontare direttamente, nelle sedi ufficiali, con le Istituzioni.